giovedì 14 maggio 2015

Michele Mercier



Michèle Merciernome d'arte di Jocelyne Yvonne Renée Mercier (Nizza1º gennaio1939), è un'attrice francese.

Nata a Nizza il 1 gennaio del 1939, figlia di un farmacista, Michele sin da piccola sognava le luci della ribalta anche se limitatamente alla sua passione, la danza. Voleva diventare una ballerina e nonostante l’atteggiamento poco convinto del padre, insistette tanto da riuscire ad avere il suo primo tutu; e alla fine la spuntò mettendo in mostra forti doti caratteriali che la portarono a calcare le scene del Teatro dell’Opera di Nizza, a lavorare niente meno che con la compagnia di Roland Petit. Ma il destino aveva in serbo un’altra strada per Michele. La ragazza seguiva corsi di recitazione e diventava ogni giorno più bella e affascinante tanto da essere notata dai produttori cinematografici. La prima mossa che fece fu cambiare i suoi lunghissimi nomi in un sintetico Michele, in omaggio all’attrice Michele Morgan interprete di celebri film come Porto delle nebbie (accanto a Gabin) e recentemente ricomparsa sugli schermi nel film di Tornatore Stanno tutti bene. Così Jocelyne Yvonne Renée diventa Michele ed esordisce nel cinema con una piccola parte in Delitto sulla Costa Azzurra diretta da Denys de La Patellière accanto proprio all’attrice della quale ha scelto di condividere il nome, Michele Morgan.

Michele Mercier da ragazza.

Siamo nel 1957 e la diciottenne Mercier è già bella; una bellezza acerba ma sensuale. Per qualche anno la Mercier recita in film di buon calibro come Donnez-moi ma chance di Léonide Moguy o come Angelica ragazza jet di Géza von Radványi accanto alla giovane ma già famosissima Romy Schneider. 
Nel 1960 la Mercier lavora in un film italiano, Le notti di Lucrezia Borgia diretto da Sergio Grieco per poi approdare sul set di Tirate sul pianista di Francois Truffaut; in questo film lavora accanto a Charles Aznavour ed è protagonista di un’ardita scena di nudo che resterà impressa indelebilmente nella memoria degli spettatori. Tre anni separano ormai la Mercier dalla celebrità; lei si fa le ossa con film europei a basso bugdet come Il giustiziere dei mari (1961) diretto da Paolella, con La baia dei pirati (1961) di John Gilling accanto a Peter Cushing, con Le prigioniere dell’isola del diavolo (1962) ancora diretta da Paolella. Arriviamo così al fatidico 1963, anno in cui il produttore Francesco Cosne si assicura i diritti del personaggio di Angelica. I romanzi di Anne e Serge Golon sono molto popolari e occorre per il film un’attrice che incarni il carattere fiero e indomabile di Angelica di Sancé de Monteloup, Contessa di Peyrac e Marchesa di Plessis-Bellière.

Il Successo

Iniziano le selezioni e il produttore si trova in grandi difficoltà, perchè la scelta numero uno, la popolarissima Brigitte Bardot rifiuta la parte (salvo pentirsene amaramente in seguito). Anche Catherine Deneuve è inadatta al ruolo: troppo bionda, troppo delicata. Ad una ad una vengono scartate per vari motivi Annette Stroyberg (bella ma praticamente sconosciuta), Jane Fonda, Virna Lisi (che stava lavorando negli Usa). La scelta cade sulla bella attrice di Nizza, che nello stesso anno si è messa in luce in un film molto importante diretto dal grande Mario Bava, I tre volti della paura; lei è protagonista dell’angosciante segmento La telefonata che ha girato accanto alla popolare Lidia Alfonsi. La scelta si rivelerà vincente, perchè Michele riuscirà a dar corpo nell’immaginario collettivo a tutte le qualità che i lettori dei romanzi idealizzavano in un volto nobile e forte, in un carattere determinato che non si lascia travolgere dalle difficoltà della vita. Michele incarnerà tutto questo, rendendo indissolubile la sua personalità da quella di Angelica finendo però per essere travolta dal suo stesso successo e dalla sua abilità nell’interpretare la Marchesa degli Angeli. Tuttavia Michele questo non lo sa ancora.

Michele in "Angelica,Marchesa degli Angeli"

Il successo di Angelica, Marchesa degli Angeli esplode in maniera travolgente e cancella anche i film che ha interpretato nei due anni precedenti, come Alta infedeltà(diretto da un’equipe composta da Elio Petri, Mario Monicelli, Luciano Salce e Franco Rossi) accanto a star come Nino Manfredi, Monica Vitti (non ancora famosissima) Bernard Blier, come il celebre I mostri di Dino Risi oppure Lo sciacallo di Jean-Pierre Melville. Bernard Borderie, regista del film, è chiamato d’urgenza a preparare il sequel che si intitolerà Angelica alla corte del re. Siamo nel 1965 e la ormai ventiseienne attrice si consacra a livello mondiale .La sua sensualità sembra travolgere lo stesso personaggio che incarna e ormai per tutti e a tutti gli effetti Michele Mercier è ormai Angelica De Peyrac.

Michele Mercier in La meravigliosa Angelica.

In fretta e furia viene girato un terzo capitolo della serie, La meravigliosa Angelica; nel film oltre a lei ci sono Jean Louis Trintignant e Jean Rochefort oltre a Giuliano Gemma. La miscela è sempre la stessa, ormai collaudata; eppure molto velocemente sta arrivando anche il periodo del decadimento  per l’eroina indomabile. Nel frattempo la Mercier cerca di affrancarsi dal personaggio che le si è cucito addosso come una seconda pelle interpretando il ruolo di Noelle nel film di Monicelli Casanova 70, nel quale lavora accanto a Marcello Mastroianni per il quale avrà nel futuro parole di ammirazione. E’ un momento molto felice, professionalmente: lavora in Matrimonio alla francese di Denys de La Patellière accanto a Jean Gabin, in L’amante infedele di Christian-Jaque nel quale è nuovamente accanto a Robert Hossein e in Come imparai ad amare le donne di Luciano Salce. Nel 1967 Denys de La Patellière la dirige inL’angelica avventuriera con l’intento di attrarre pubblico giocando con l’aggettivo angelica e il nome della bella eroina interpretata da Michele. Buona parte del pubblico però chiede che l’attrice torni ad interpretare la Marchesa; così Borderie allestisce il cast di L'indomabile Angelica e naturalmente lei è la protagonista assoluta. Il film delude le aspettative, anche perchè il cast è decisamente anonimo e la storia si svolge in mare; Angelica non frequenta più la corte di Francia e non è più la donna che deve difendersi da congiure e gelosie, sembra essersi trasformata in una vittima sacrificale dei biechi desideri di individui loschi. E’ un momento particolare.

Michele Mercier in "L'indomabile Angelica"
La saga di Angelica sembra essere decisamente in fase calante e la Mercier nel frattempo recita in un film ambizioso e pretenzioso come pochi, L’amore attraverso i secoli diretto da un gruppo di registi anche molto bravi come Claude Autant-Lara, Mauro Bolognini,Philippe de Broca,Jean-Luc Godard,Franco Indovina. Il film che si propone di raccontare la storia del'amore attraverso i secoli è un clamoroso fiasco. Michele è assolutamente inadatta al ruolo affidatole. Non l’aiuta nemmeno la folta capigliatura biondo platino così come non l’aiuta la debolezza del episidio affidatole,diretto da Franco Indovina L’era preistorica.
L’amore attraverso i secoli 

Nel 1968 arriva il capitolo conclusivo delle avventure di Angelica. Si tratta di Angelica e il gran sultano, film diretto ancora una volta da Bernard Borderie che dopo questo film lavorerà al cinema solo in altri due film prima di dedicarsi alla Tv.

Angelica e il gran sultano.

Il film non è male, ha una buona sceneggiatura ma non riscuote grandissimo successo. Lei è ormai prigioniera del suo ruolo, anche se ha bellezza e fascino da vendere. In pratica siamo di fronte al giro di boa della sua carriera cinematografica, anche se nel 1968 si segnala la sua interpretazione di Emma Lyon Hamilton in Le calde notti di Lady Hamilton, terrificante titolo appioppato dai distributori italiani al molto più rassicurante e meno trasgressivo titolo originale Lady Hamilton. La storia della giovane contadina che scala la società londinese grazie alla sua bellezza richiama in qualche modo il personaggio di Angelica; qui è anche l’amante di Nelson il grande ammiraglio inglese che sconfisse Bonaparte e sicuramente possiamo affermare che la sua bellezza è all’apice.

Le calde notti di Lady Hamilton

Ma il cinema crea, distrugge e sopratutto modella ideali di donna che all’atto pratico non hanno nulla in comune con le attrici che interpretano i vari ruoli nei film. Amaramente confesserà  nel suo libro biografia Je ne suis pas Angelique (Io non sono Angelica)scritto con Henry Jean Servat, “gli uomini non si innamoravano di me ma di Angelica” Una troppo stretta identificazione con il personaggio.
"La gente non parla dei mei 50 film, ma solo del personaggio diAngelica;  la differenza tra lei e me è che io non ho avuto nella vita un Joffrey De Peyrac ovvero un principe azzurro"
La bella attrice finisce così per pagare alla sua stessa fama un tributo molto pesante. I rapporti con gli uomini saranno disastrosi; due matrimoni falliti alle spalle, storie d’amore con persone sbagliate che la illuderanno e in alcuni casi la deruberanno costringendola negli anni 2000 a dire in una malinconica intervista “Sono rovinata,senza soldi: sarò costretta a vendere parte dei miei quadri, i miei mobili, la mia proprietà, i miei gioielli e i costumi di Angelica

Tornando al cinema, dopo Le calde notti di Lady Hamilton lavora a qualche altro film tra i quali vanno segnalati il graffiante Roma bene di Carlo Lizzani nel quale è un’arrivista moglie di un costruttore sull’orlo del fallimento che ha una relazione saffica con una donna e che tenta disperatamente con le sue arti seduttive di sollevare le sorti economiche del marito e Il richiamo della foresta, tratto dall’omonimo racconto di Jack London e interpretato al fianco di Charlton Heston. Malinconicamente la carriera di Michele si avvia ad una conclusione imprevista e sopratutto poco gloriosa. Ricomparirà saltuariamente in Les femmes du monde, un prodotto televisivo come per il piccolo schermo sono gli altri lavori successivi, Il bello delle donne e Vénus & Apollon(2009). 

L’unico film interpretato da Michele è del 1998; si tratta di La rumberadiretto da Pietro Vivarelli, un film passato totalmente inosservato.

Vita Privata

Michèle Mercier è stata sposata due volte:

Il 5 agosto 1961 sposò l'aiuto regista André Smagghe, il quale veniva spesso ricoverato in ospedale a causa dell'alcolismo di cui soffriva. I due divorziarono nel 1967.Nel 1968 si sposò con il pilota Claude Bourillot, il quale un giorno sparì dalla sua vita portandosi via tutti i suoi soldi e i gioielli,divorziarono nel 1976 e la Mercier non ebbe figli.Tra i numerosi amori di Michèle Mercier vanno elencati Vittorio Gassman, lo Scia di Persia Mohammad Reza Pahlavi.

Il privato dell’attrice ha tutto per diventare l’immagine distorta della sua eroina cinematografica. I mille amori di Angelica sono stati anche i mille amori di Michele Mercier. Amori non cercati, come quello con lo Scià di Persia che la ricopri di gioielli per poi tentare di violentarla (come il suo emulo nel film, il Gran Sultano), come quello con Claude Bourillot con cui visse una dozzina d’anni e che fuggì con tutti i suoi gioielli. E anche disavventure economiche, come quella che la travolse nel 1999 in seguito a sciagurate operazioni commerciali che la lasciarono sul lastrico.

Amore, fortuna e fama. Ma anche solitudine, amarezze e una carriera che non decollò mai veramente. “Ho capito che Angelica non mi può fare più fare male, quindi ho imparato a considerarla  come una sorellina, con cui ho dovuto vivere mano nella mano” E’ il passaggio più amaro del suo libro, con cui condensa il dualismo con cui ha dovuto convivere per mezzo secolo. Oggi Michele Mercier è una donna dal sorriso un pò triste, in cui l’antica bellezza ha lasciato il posto a quella bellezza degli anni maturi, quella vera e non appariscente. Ma il suo sguardo ha ancora la fierezza della sua “sorellina” Angelica, la Marchesa degli Angeli.

Michele Mercier oggi.

Filmografia


Michele Mercier a Tunisi nel 1967




















Immagini



























































1 commento:

  1. Ricordo di aver visto i film dove intrerpretava Angelica, in cui mi chiedevo chi fosse l'attrice protagonista , così bella e brava... Peccato, poi che solo quel ruolo che l'ha immortalata l'è rimasta appicicata addosso per il resto della carriera . Ma l'importante è che anche lei ha dato il suo contributo al cinema restando una vera "Lady Beauty Vintage" Ciao♥Da Anna.

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